Noci e arachidi: cosa dice lo studio di Harvard su longevita e salute cardiovascolare

Noci, mandorle e arachidi miste su una superficie chiara

Il consumo regolare di noci, nocciole, mandorle, arachidi e altra frutta a guscio è stato associato a un minor rischio di mortalità per cause cardiovascolari. Uno studio di coorte pubblicato sul New England Journal of Medicine ha analizzato questa relazione su oltre 100.000 persone seguite per 30 anni.

Lo studio del New England Journal of Medicine

Ricercatori del Dana-Farber Cancer Institute e della Harvard School of Public Health hanno analizzato i dati di oltre 100.000 partecipanti seguiti per 30 anni. Il consumo regolare di frutta secca (circa 30 g al giorno, 5-7 volte a settimana) è risultato associato a una riduzione del 20% della mortalità per tutte le cause, rispetto a chi non ne consumava. L'associazione era indipendente da altri fattori di rischio noti.

Meccanismi ipotizzati

La frutta a guscio è ricca di grassi insaturi, fibre, proteine vegetali, vitamine e minerali. L'effetto protettivo potrebbe essere mediato da una riduzione del colesterolo LDL, da un miglioramento del profilo lipidico e da un'azione antiossidante e antinfiammatoria. Tuttavia, gli studi osservazionali non possono dimostrare causalità.

Cosa NON si può affermare

Mangiare noci e arachidi non garantisce una vita più lunga. Lo studio ha mostrato un'associazione statistica, non un effetto causale. Le noci sono caloriche (circa 600 kcal per 100 g), quindi vanno consumate con moderazione. Una porzione da 30 g al giorno è una quantità ragionevole, ma non esistono alimenti «salvavita»: conta la qualità complessiva della dieta.

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