Riscaldamento senza combustione: cosa dice la scienza sulla riduzione del danno da fumo

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Ho fumato per quarant'anni, con una pausa di tre.  Ho provato lo svapo, ho provato a smettere, poi sono tornato alle sigarette tradizionali — venticinque, trenta al giorno.  Finché, quasi per caso, ho incontrato un sistema diverso: non brucia, ma scalda il tabacco.  Non cercavo di smettere, solo di fumare meno e sentirmi meno appesantito. Eppure, senza pianificarlo, il mio consumo si è ridotto spontaneamente.  Non ho avvertito mancanze, solo una differenza netta: il gusto più pulito, la bocca meno pesante, la sensazione di un gesto più controllato.  Non è una rivoluzione, ma un compromesso realistico per chi non riesce a smettere del tutto e vuole ridurre i rischi. Riscaldamento senza combustione: come funziona La sigaretta tradizionale brucia il tabacco a temperature che superano gli 800 °C, generando migliaia di sostanze tossiche e cancerogene.  La sigaretta elettronica classica, invece, vaporizza un liquido grazie a una resistenza che lo scalda: il...

Il consumo di alcool influisce su conta e qualità degli spermatozoi

Il consumo di alcool influisce su conta e qualità degli spermatozoi

SALUTE 
– la scienza ha stabilito che Il consumo di bevande alcoliche in maniera moderata ma regolare, intesa come almeno cinque unità a settimana, è stato collegato a una minor qualità e numero degli spermatozoi negli uomini più giovani. 
È quanto emerso da uno studio pubblicato sulla rivista British Medical Journal, condotto da un team di ricerca danese guidato da T.K. Jensen.
Un’unità alcolica, secondo l’Istituto Nazionale di Ricerca per gli Alimenti e la Nutrizione, corrisponde a un bicchiere piccolo (125 ml) di vino a media gradazione, una lattina o
bottiglia di birra (330 ml) di media gradazione o una dose da bar (40 ml) di superalcolico. 
I 1221 uomini coinvolti nella ricerca avevano tutti tra i 18 e i 28 anni e avevano superato il controllo medico che stabilisce l’idoneità per il servizio militare.
 Nell’ambito delle visite era stato chiesto loro quanto alcool avessero bevuto nella settimana precedente, se si trattava di un consumo abituale oppure occasionale e quanto spesso fosse loro capitato di fare binge drinking (inteso come più di 5 unità in un’unica occasione) e ubriacarsi nel mese appena trascorso.

Tutti i partecipanti, inoltre, hanno dovuto fornire ai medici un campione di liquido seminale per il controllo della qualità e numero degli spermatozoi, e sottoporsi agli esami del sangue per stabilire i livelli degli ormoni riproduttivi. 
In media tutti gli uomini coinvolti avevano bevuto almeno 11 unità nella settimana precedente (poco più di una al giorno), quasi il 64% aveva fatto binge drinking e circa sei partecipanti ogni dieci si erano ubriacati più di due volte nell’ultimo mese. 
Dalle analisi degli scienziati, tenendo conto di svariati fattori, è emerso che non esisteva una connessione immediata tra la qualità degli spermatozoi e il consumo di alcolici nel mese precedente, nel caso non fosse stato abituale ma episodico; al contrario, il livello degli ormoni riproduttivi era invece sensibilmente cambiato.

Il testosterone era aumentato, mentre le SHGB (globuline leganti gli ormoni sessuali) erano crollate; effetti che diventavano via via più evidenti all’aumentare delle unità alcoliche consumate dagli uomini nel periodo precedente.
 Il 45% degli uomini coinvolti ha dichiarato che tali quantità erano grossomodo quelle che consuma abitualmente nella vita di tutti i giorni; in questo particolare gruppo, più erano le unità alcoliche bevute durante la settimana prima minore era la qualità dello sperma, sia in termini di conta degli spermatozoi che di forma e dimensioni di questi ultimi. 
Gli uomini che avevano consumato oltre 40 unità alcoliche a settimana, e bevevano con regolarità, avevano una conta spermatica del 33% più bassa rispetto a quelli che ne avevano bevute 1-5, e gli spermatozoi con forma e dimensioni normali erano il 51% in meno.

Quello che rimane da indagare è se la qualità degli spermatozoi possa migliorare nuovamente nel caso venga ridotto il consumo di alcool; nel frattempo, i giovani uomini possono avere la consapevolezza del fatto che bere abitualmente più di 5 unità alcoliche a settimana non ha effetti negativi solamente sulla salute in generale, ma porta conseguenze anche dal punto di vista della riproduzione.
 Come sottolineano i ricercatori stessi, lo studio finora si è comunque limitato alla parte di osservazione: per quanto riguarda cause ed effetti non possiamo ancora trarre conclusioni definitive.

Le conseguenze più evidenti, in ogni caso, sono emerse dal punto di vista dei livelli ormonali nel periodo immediatamente successivo il consumo di alcool.
 Quello che possiamo affermare, spiegano gli scienziati, è che finora altri studi effettuati su animali avevano già suggerito che l’alcool può avere un impatto diretto sulla qualità dello sperma,oltre che sul benessere individuale
 “Per quanto ne sappiamo si tratta della prima ricerca condotta su giovani uomini in salute basandosi su informazioni dettagliate sul consumo di alcool-assumendo che in occidente questa categoria di persone tende a bere molto si tratta di una questione di salute pubblica, e potremmo aver individuato un fattore che contribuisce a determinare la bassa conta spermatica riportata [tra i giovani uomini]”, commentano gli autori.




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