Riscaldamento senza combustione: cosa dice la scienza sulla riduzione del danno da fumo

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Ho fumato per quarant'anni, con una pausa di tre.  Ho provato lo svapo, ho provato a smettere, poi sono tornato alle sigarette tradizionali — venticinque, trenta al giorno.  Finché, quasi per caso, ho incontrato un sistema diverso: non brucia, ma scalda il tabacco.  Non cercavo di smettere, solo di fumare meno e sentirmi meno appesantito. Eppure, senza pianificarlo, il mio consumo si è ridotto spontaneamente.  Non ho avvertito mancanze, solo una differenza netta: il gusto più pulito, la bocca meno pesante, la sensazione di un gesto più controllato.  Non è una rivoluzione, ma un compromesso realistico per chi non riesce a smettere del tutto e vuole ridurre i rischi. Riscaldamento senza combustione: come funziona La sigaretta tradizionale brucia il tabacco a temperature che superano gli 800 °C, generando migliaia di sostanze tossiche e cancerogene.  La sigaretta elettronica classica, invece, vaporizza un liquido grazie a una resistenza che lo scalda: il...

troppa carne e formaggi pericolosi come il fumo

troppa carne e formaggi pericolosi come il fumo

Secondo una ricerca recente, mangiare troppa carne e formaggio dopo i 50 anni aumenta del 353% il rischio di morire di cancro. Fumare accresce lo stesso rischio del 300% rispetto al non fumatore.
Anche la carne ed il formaggio, se mangiati in eccesso, possono fare male. Una nozione, questa, non nuova, ma che si arricchisce degli studi condotti da un’italiano, Valter Longo, presso l’Università di Davis e pubblicati sulla rivista specializzata Cell Metabolism.
La ricerca, condotta su 6.300 persone dai 50 anni in su, ha evidenziato che a quell’età un eccesso di proteine animali può quadruplicare il rischio di morte per cancro. La stessa dieta ricca di proteine animali può raddoppiare la morte per cause diverse dal tumore. 
Longo ha spiegato che le proteine animali aumentano la quantità di IFG-1, fattore di crescita insulino-simile legato a diverse malattie.
 Al contrario, dopo i 65 anni questo fattore diminuisce, per cui è necessario che si aumenti l’assunzione anche attraverso proteine animali.
I dati raccolti descrivono un pericolo ben oltre le attese. 
L’eccesso di proteine animali aumenta il rischio di morire di tumore del +353%, del 74% per cause diverse dal cancro.
 Secondo questa ricerca, dunque, è più letale consumare grandi quantità di carne che fumare, dal momento che fumatore vede crescere il rischio di morte per tumore del 300% rispetto al non fumatore.
 Sarebbe dunque opportuno, osserva ancora Longo, consumare pesce e legumi in luogo di eccessi di carne:
 “questo tipo di dieta è molto comune per i centenari del Sud Italia: molti di questi centenari hanno mantenuto diete povere di proteine quasi tutta la vita. Insomma, dobbiamo tornare alla dieta dei nonni”.

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Fonte: scienze.fanpage.it

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