Proteine animali dopo i 50 anni: lo studio Valter Longo su carne e rischio cancro

Formaggio stagionato a fette

Fonte: Wikimedia Commons

Lo studio di Valter Longo pubblicato su Cell Metabolism ha analizzato i dati del National Health and Nutrition Examination Survey (NHANES) su oltre 6.300 persone dai 50 anni in su. I risultati hanno mostrato che un alto consumo di proteine animali (oltre il 20% delle calorie da proteine) tra i 50 e i 65 anni è associato a un aumento del rischio di mortalità per cancro e per altre cause. Allo stesso tempo, lo stesso studio ha osservato che dopo i 65 anni un apporto proteico moderato (10-19% delle calorie) potrebbe invece essere protettivo, contrastando la fragilità e la sarcopenia. Questo studio è già stato discusso in un articolo separato, ma approfondiamo qui alcuni aspetti specifici legati al consumo di formaggi e latticini.

Il ruolo dei formaggi e dei latticini

I formaggi e i latticini sono fonti importanti di proteine complete, calcio e vitamina D, ma sono anche ricchi di grassi saturi, sodio e, in alcuni casi, di ormoni e fattori di crescita. La ricerca sull'associazione tra consumo di latticini e rischio di cancro ha prodotto risultati contrastanti. Alcuni studi osservazionali suggeriscono che un consumo elevato di latticini possa essere associato a un aumentato rischio di cancro alla prostata, probabilmente a causa dei livelli di calcio e del fattore di crescita IGF-1. Per altri tipi di cancro, come quello al colon-retto, i risultati sono meno chiari, con alcuni studi che suggeriscono addirittura un effetto protettivo del calcio e della vitamina D.

I formaggi stagionati, in particolare, sono ricchi di grassi saturi e sodio, e un consumo eccessivo è associato a un aumentato rischio cardiovascolare. Tuttavia, un consumo moderato (2-3 porzioni a settimana) può far parte di una dieta equilibrata, apportando calcio e proteine di alta qualità.

Cosa dice lo studio Longo

Lo studio di Valter Longo ha preso in considerazione le proteine animali in generale, non specificamente i formaggi. I risultati indicano che un eccesso di proteine animali (oltre il 20% delle calorie) nella fascia 50-65 anni è associato a un rischio maggiore. Dopo i 65 anni, invece, il mantenimento di un adeguato apporto proteico è importante per prevenire la perdita di massa muscolare e la fragilità.

Il fattore di crescita IGF-1, stimolato dalle proteine animali, è il meccanismo proposto per spiegare l'associazione con il rischio di cancro. Tuttavia, l'IGF-1 svolge anche funzioni importanti per la riparazione dei tessuti e la salute muscolare, specialmente in età avanzata. Questo spiega perché l'effetto possa essere diverso a seconda dell'età.

Cosa non si può affermare

Non è corretto affermare che formaggi e carne siano "tossici" o che vada eliminato completamente il loro consumo. Lo studio Longo non dimostra una causalità diretta: si tratta di uno studio osservazionale che mostra correlazioni statistiche, non prove di causa-effetto. Altri fattori dello stile di vita (come l'attività fisica, il fumo o il consumo di alcol) potrebbero influenzare i risultati.

Non si può nemmeno affermare che le proteine animali equivalgano al fumo in termini di pericolosità. Il fumo aumenta il rischio di cancro in modo molto più significativo di qualsiasi alimento. Inoltre, non è possibile generalizzare i risultati dello studio a tutte le popolazioni o a tutte le fasce d'età.

Per quanto riguarda i formaggi, non ci sono prove che un consumo moderato sia dannoso per la salute. Anzi, in una dieta equilibrata, i latticini possono apportare nutrienti importanti come calcio, proteine e vitamine del gruppo B.

Nella vita di tutti i giorni

Le raccomandazioni pratiche più condivise per un consumo equilibrato di carne e formaggi sono: limitare la carne rossa a 2-3 porzioni a settimana, evitare il consumo regolare di carne processata (salumi, insaccati), preferire formaggi freschi a quelli stagionati (più grassi e ricchi di sodio) e alternare fonti proteiche animali e vegetali.

Per chi ha più di 65 anni, è importante non ridurre troppo le proteine: un apporto adeguato aiuta a mantenere la massa muscolare e la funzionalità fisica. In caso di dubbi sulle proprie esigenze nutrizionali, consultare un medico o un nutrizionista.

Conclusione

Lo studio di Valter Longo suggerisce che moderare il consumo di proteine animali tra i 50 e i 65 anni possa essere consigliabile, mentre dopo i 65 anni un apporto proteico adeguato è importante per contrastare la fragilità. I formaggi e i latticini non sono alimenti da demonizzare, ma vanno consumati con moderazione, preferendo quelli freschi e meno grassi. La varietà delle fonti proteiche e l'equilibrio generale della dieta sono più importanti della demonizzazione di singoli alimenti.

Questo articolo ha scopo informativo e non sostituisce il parere di un medico o nutrizionista. Per consigli nutrizionali personalizzati, rivolgersi a un professionista.

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