Riscaldamento senza combustione: cosa dice la scienza sulla riduzione del danno da fumo

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Ho fumato per quarant'anni, con una pausa di tre.  Ho provato lo svapo, ho provato a smettere, poi sono tornato alle sigarette tradizionali — venticinque, trenta al giorno.  Finché, quasi per caso, ho incontrato un sistema diverso: non brucia, ma scalda il tabacco.  Non cercavo di smettere, solo di fumare meno e sentirmi meno appesantito. Eppure, senza pianificarlo, il mio consumo si è ridotto spontaneamente.  Non ho avvertito mancanze, solo una differenza netta: il gusto più pulito, la bocca meno pesante, la sensazione di un gesto più controllato.  Non è una rivoluzione, ma un compromesso realistico per chi non riesce a smettere del tutto e vuole ridurre i rischi. Riscaldamento senza combustione: come funziona La sigaretta tradizionale brucia il tabacco a temperature che superano gli 800 °C, generando migliaia di sostanze tossiche e cancerogene.  La sigaretta elettronica classica, invece, vaporizza un liquido grazie a una resistenza che lo scalda: il...

Rinnovabili: il progetto di Rubbia trasmetterà l’energia su grandi distanze

Rinnovabili: il progetto di Rubbia trasmetterà l’energia su grandi distanze

L’iniziativa è promossa dall’Institute for Advanced Sustainability
Studies (di cui Rubbia è Direttore scientifico), e dal Cern,
l’Organizzazione Europea per la Ricerca Nucleare.
Alla base dello studio c’è una nuova tecnologia sviluppata dal fisico italiano, che si basa sull’uso della superconduttività
come alternativa alle linee ad alta tensione tradizionali (High Voltage
Direct Current – Hvdc). In particolare, i ricercatori coinvolti nel
progetto dovranno valutare le potenzialità del diboruro di magnesio
(MgB2) come superconduttore per cavi elettrici.
Ha commentato Carlo Rubbia:
Si tratta di un passo in avanti altamente significativo.
Per la prima volta abbiamo un cavo capace di trasportare correnti
elettriche elevate a distanze di migliaia di chilometri, usando un
sistema semplice con materiali poco costosi e di larga reperibilità.
Il successo di questa ricerca potrebbe contribuire a risolvere uno
dei classici problemi legato allo sviluppo dell’energia pulita: la distanza tra le aree più adatte alla produzione di energia da fonti rinnovabili come il solare, l’eolico o l’idroelettrico, e le zone dove di energia
c’è una maggior richiesta, ovvero le grandi conurbazioni mondiali.
Finora sono già stati condotti nei laboratori del Cern alcuni esperimenti su fili e cavi di MgB2,
facendo segnare un risultato importante: un cavo lungo 40 metri è stato
capace di sopportare 20.000 Ampere di corrente a una temperatura di 20
gradi Kelvin. Un cavo superconduttore di questo tipo, di appena 30 cm di
diametro, potrebbe essere utilizzato in un sistema sotterraneo molto
simile alla attuale rete di distribuzione del gas naturale.
L’uso dei cavi superconduttori offrirebbe vantaggi in termini di efficienza, costo e impatto ambientale.
Materiali come il diboruro di magnesio, infatti, possono trasmettere la
corrente elettrica senza perdite resistive, permettendo di risparmiare
sia sul piano energetico che strettamente economico. costi energetici e
economici.

fonte: http://www.greenstyle.it/rinnovabile-superconduttori-per-il-trasporto-a-grandi-distanze-78108.html
http://www.signoraggio.it/rinnovabili-il-progetto-di-rubbia-trasmettera-lenergia-su-grandi-distanze/

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