I neuroni riprendono a nascere e L' ALZHEIMER si arresta.

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I neuroni riprendono a nascere e  L' ALZHEIMER si arresta. L’anticorpo A13 contrasta le sostanze tossiche che bloccano la nascita di nuovi neuroni nella prima fase dell’Alzheimer. La Fondazione EBRI (European Brain Research Institute) Rita Levi-Montalcini ha scoperto una molecola che arresta l’Alzheimer nella sua prima fase grazie alla nascita di nuovi neuroni, contrastando di fatto il degrado degli stessi causato dalla malattia nel corso della sua fase precoce. Lo studio che ha condotto alla scoperta è completamente italiano e, oltre alla Fondazione EBRI, presso la quale è stato portato avanti, ha visto la collaborazione del CNR, della Scuola Normale Superiore e del Dipartimento di Biologia dell'Università di Roma Tre. I ricercatori, guidati da Antonino Cattaneo, Giovanni Meli e Raffaella Scardigli, hanno appurato che la nascita di nuovi neuroni (neurogenesi) si riduce nelle prime fasi dell’Alzheimer, perché la malattia accumula sostanze tossiche chiamate A-Beta oligom...

Aree del Cervello: nuovi studi sul linguaggio

Aree del Cervello: nuovi studi sul linguaggio

Il 15 gennaio scorso Nature, internationally weekly journal of science pubblicava l’articolo Sensory–motor transformations for speech occur bilaterally stilato da un team di ricercatori della New Yorck University: Gregory B. Cogan, Thomas Thesen, Chad Carlson, Werner Doyle, Orrin Devinsky, Bijan Pesaran.
Lo studio, è incentrato sulle analisi sperimentali che il prof. G. B. Cogan ha effettuato su pazienti affetti da epilessia intrattabile, sottoposti a corticografia con elettrodi posizionati sul lobo frontale inferiore (nel quale è presente l’area di Broca), da entrambi i lati, su quelli parietale inferiore e superiore temporale (dove ruolo importante ha l’area di Wernicke) e su corteccia premotoria e giro laterale postcentrale.
 Tutti predisposti alla percezione ed elaborazione delle informazioni sensorie, tradotte anche in movimento e linguaggio.
La procedura ha mostrato segni evidenti della loro tesi: le trasformazioni sensoriali-motorie sono bilaterali; infatti gli elettrodi, su entrambi gli emisferi, hanno rilevato “robuste risposte neurali sensoriali-motorie in entrambe le fasi di percezione e produzione nel compito di mera ripetizione di una parola […] Questi risultati stabiliscono un sistema motorio-sensorio bilaterale di discorso sub lessicale”.
Il team di ricercatori chiedeva ai soggetti di ripetere parole prive di significato (ad esempio “kig”; “pob”), mentre osservava le variazioni segnalate dalla corticografia.
 Ciò al fine di poter isolare i meccanismi di percezione e riproduzione da altri, ad esempio quelli connessi al significato, o all’interpretazione di semantema e significante.
I risultati sono tali da screditare le vecchie teorie riguardanti la netta differenziazione dei due emisferi, che distinguevano senza possibilità di unione le funzioni di percezione (area di Wernicke) e attuazione di modelli linguistici (Broca). Ancora una volta nella storia ciò che sappiamo sembra vacillare ut labentia signa, come gli astri del celo sopra Lucrezio.

Giselda Campolo
http://www.signoraggio.it/aree-del-cervello-nuovi-studi-sul-linguaggio/

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