Riscaldamento senza combustione: cosa dice la scienza sulla riduzione del danno da fumo

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Ho fumato per quarant'anni, con una pausa di tre.  Ho provato lo svapo, ho provato a smettere, poi sono tornato alle sigarette tradizionali — venticinque, trenta al giorno.  Finché, quasi per caso, ho incontrato un sistema diverso: non brucia, ma scalda il tabacco.  Non cercavo di smettere, solo di fumare meno e sentirmi meno appesantito. Eppure, senza pianificarlo, il mio consumo si è ridotto spontaneamente.  Non ho avvertito mancanze, solo una differenza netta: il gusto più pulito, la bocca meno pesante, la sensazione di un gesto più controllato.  Non è una rivoluzione, ma un compromesso realistico per chi non riesce a smettere del tutto e vuole ridurre i rischi. Riscaldamento senza combustione: come funziona La sigaretta tradizionale brucia il tabacco a temperature che superano gli 800 °C, generando migliaia di sostanze tossiche e cancerogene.  La sigaretta elettronica classica, invece, vaporizza un liquido grazie a una resistenza che lo scalda: il...

Fave: le proprieta' di un cibo da riscoprire

Fave: le proprieta' di un cibo da riscoprire
Scritto da Claudio Monteverdi

Poche calorie, vitamine, ferro ed altri minerali, fibre e aminoacidi, le fave non sono un cibo povero, ma un alimento di stagione da non perdere

La fava (Vicia faba) è un legume della famiglia delle Papilionacee. In passato soprattutto nelle regioni dell'Italia meridionale le fave costituivano un alimento base della cucina contadina, ed anche per questo motivo la fava è ancora oggi un alimento considerato povero che negli anni è stato dimenticato, a favore di altri alimenti proteici, tuttavia si tratta di un alimento da riscoprire in quanto il suo consumo è a beneficio del nostro benessere, grazie alla presenza di importanti nutrienti.

Alimentazione di Maggio e Giugno con le fave

Inserire le fave nell'alimentazione di maggio e giugno ci consentirà di usufruire di vitamina A, vitamina C, alcune del gruppo B (B1,B2,B3), fibre, ferro e altri minerali, aminoacidi e proteine.

Le fave, quali proprietà?

Uno mix di vitamine, minerali e aminoacidi essenziali, nutrienti e poco caloriche, le proprietà delle fave non sono molto conosciute, ma vale la pena di rivalutarle e di tenerle in considerazione. Tra gli effetti benefici più importanti avremo da una parte un effetto di depurazione e dall'altra un apporto energetico, entrambi utili in questi mesi. Favoriscono l'assorbimento di ferro grazie alla presenza combinata di ferro e vitamina C, sono quindi un prezioso alleato di chi soffre di anemia. Inoltre le fibre contenute nelle fave favoriscono il benessere dell’intestino e permettono l’eliminazione delle tossine. La presenza di sali minerali (Potassio, Sodio, Fosforo, Magnesio, ed altri) le rende indicate anche a coloro che praticano uno sport o comunque una intensa attività fisica Le fave sono un ottimo alimento anche per chi è a dieta, in quanto il loro contenuto di calorie è abbastanza ridotto (circa 70 Kcal per 100grammi).

Una curiosità

Interessante sapere che le fave contengono un aminoacido (L-dopa) che aiuta a migliorare la concentrazione di dopamina nel cervello ; poiché questo aminoacido è il principio attivo di molti farmaci prescritti per curare il morbo di Parkinson, questo legume è attualmente oggetto di studi per valutare interazioni e benefici nella cura di questa patologia.

Fave crude o cotte?

Le fave sono reperibili sia fresche sia secche; quelle fresche possono essere consumate al naturale, come contorno oppure tipicamente accompagnate a formaggi di pecora, anche se per una corretta combinazione alimentare sarebbe più opportuno consumarle con della verdura, per ricavare le vitamine ed in particolare la vitamina C è consigliabile consumarle crude. Quelle secche possono essere cotte, private della pelle, ed utilizzate per farne una purea. Importante tenere presente che le fave secche sono fino a 4 volte più caloriche, a parità di peso, di quelle fresche, che come sempre consigliamo di acquistare da agricoltura biologica.

A chi fanno bene?

A tutti (purchè non affetti da favismo, leggi sotto), ma in particolare a chi è anemico, a chi è a dieta, a chi segue un alimentazione vegetariana o vegana, per depurare, per regolarizzare l'intestino.

Una nota, attenzione al favismo

E' importante segnalare che a causa di alcuni composti contenuti in questo legume, le fave non possono essere mangiate da chi soffre di favismo, una patologia di origine genetica molto particolare (un deficit di glucosio-6-fosfato-deidrogenasi, un enzima normalmente presente nei globuli rossi) che colpisce in particolare le popolazioni mediterranee, e in particolare in Italia, alcuni abitanti di Sicilia e Sardegna. Il consumo di fave da parte di questi soggetti può avere conseguenze anche gravi.

Claudio Monteverdi





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