I neuroni riprendono a nascere e L' ALZHEIMER si arresta.

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I neuroni riprendono a nascere e  L' ALZHEIMER si arresta. L’anticorpo A13 contrasta le sostanze tossiche che bloccano la nascita di nuovi neuroni nella prima fase dell’Alzheimer. La Fondazione EBRI (European Brain Research Institute) Rita Levi-Montalcini ha scoperto una molecola che arresta l’Alzheimer nella sua prima fase grazie alla nascita di nuovi neuroni, contrastando di fatto il degrado degli stessi causato dalla malattia nel corso della sua fase precoce. Lo studio che ha condotto alla scoperta è completamente italiano e, oltre alla Fondazione EBRI, presso la quale è stato portato avanti, ha visto la collaborazione del CNR, della Scuola Normale Superiore e del Dipartimento di Biologia dell'Università di Roma Tre. I ricercatori, guidati da Antonino Cattaneo, Giovanni Meli e Raffaella Scardigli, hanno appurato che la nascita di nuovi neuroni (neurogenesi) si riduce nelle prime fasi dell’Alzheimer, perché la malattia accumula sostanze tossiche chiamate A-Beta oligom...

Esercizio fisico, basta mezz’ora al giorno per dimagrire: lo dice uno studio danese



Esercizio fisico, basta mezz’ora al giorno per dimagrire: lo dice uno studio danese

Per dimagrire non serve stressarsi con lunghe e sfiancati sessioni di esercizio fisico, ma basta mezz’ora al giorno di attività per ottenere l’effetto desiderato:

 a sostenere questa tesi è uno studio danese dell’Università di Copenaghen, che ha osservato come
con trenta minuti di esercizio quotidiano si riesca a raggiungere un calo del peso di circa un terzo in più rispetto a chi si dedica il doppio del tempo a ginnastica, jogging ed altri esercizi di fitness.

La ricerca, pubblicata sulla Scandinavian Journal of Public Health, ha coinvolto 60 uomini danesi in buone condizioni di salute ma che presentavano una linea in moderato sovrappeso: i volontari sono stati divisi in due gruppi e monitorati per tredici settimane, in cui in uno ci si allenava per mezz’ora al giorno, e nell’altro il doppio, facendo lo stesso tipo di esercizi. Al termine dell’esperimento è risultato che chi si allenava di meno era dimagrito di 3,6 chili rispetto ai 2,7 degli ‘stakanovisti’. Come si spiega questa differenza? Secondo il coordinatore dello studio Astrid Jespersen vi è un lato psicologico che si tende a sottovalutare: chi vive l’esercizio fisico in maniera meno stressante è più attratto dal continuare a fare una vita sana anche dopo gli allenamenti specifici, tipo fare le scale a piedi o portare una volta di più il cane a fare una passeggiata, mentre chi si era distrutto a furia di allenamenti non vedeva l’ora di spaparanzarsi sul divano.

Anche altri studi recenti dimostrano l’utilità di una ginnastica moderata ma continua, in cui non si vive in maniera ossessiva e sfibrante l’attività fisica per restare in forma: un altro studio scandinavo propone addirittura un esercizio di appena 12 minuti di durata, a patto che sia costante e intenso nell’applicazione, mentre una ricerca americana suggerisce che ogni minuto in più di attività fisica produca un po’ meno del dovuto, una sorta di teoria dell’utilità marginale decrescente riguardante l’attività fisica. Visto che la scienza sembra andare compatta nella direzione della sobrietà e della moderazione per raggiungere la buona forma e avere un corpo sano, la speranza dichiarata dagli esperti è che anche i più pigri si diano una mossa, non cercando più alibi per evitare di fare esercizio fisico. Basta poco, che ci vuole?

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