I neuroni riprendono a nascere e L' ALZHEIMER si arresta.

Immagine
I neuroni riprendono a nascere e  L' ALZHEIMER si arresta. L’anticorpo A13 contrasta le sostanze tossiche che bloccano la nascita di nuovi neuroni nella prima fase dell’Alzheimer. La Fondazione EBRI (European Brain Research Institute) Rita Levi-Montalcini ha scoperto una molecola che arresta l’Alzheimer nella sua prima fase grazie alla nascita di nuovi neuroni, contrastando di fatto il degrado degli stessi causato dalla malattia nel corso della sua fase precoce. Lo studio che ha condotto alla scoperta è completamente italiano e, oltre alla Fondazione EBRI, presso la quale è stato portato avanti, ha visto la collaborazione del CNR, della Scuola Normale Superiore e del Dipartimento di Biologia dell'Università di Roma Tre. I ricercatori, guidati da Antonino Cattaneo, Giovanni Meli e Raffaella Scardigli, hanno appurato che la nascita di nuovi neuroni (neurogenesi) si riduce nelle prime fasi dell’Alzheimer, perché la malattia accumula sostanze tossiche chiamate A-Beta oligom...

Memoria dell'acqua biologica nel DNA per diagnosticare e curare le malattie

Memoria dell'acqua biologica nel DNA per diagnosticare e curare le malattie

Noi siamo per il 90% acqua.
 E in quest'acqua, detta biologica, risiedono preziose informazioni.
 Perché l'acqua ha una sua memoria. 
A confermarne l’importanza arrivano due nuovi studi scientifici, secondo i quali l’acqua conterebbe il segreto per identificare e curare molte e gravi malattie. 
A renderlo noto sono due studi internazionali: uno francese, coordinato dal Premio Nobel per la Medicina Luc Montagnier, e uno italiano, portato avanti da Emilio Del Giudice, fisico all’International Institute for Biophotonics di Neuss, in Germania
Lo studio, reso noto anche sul famoso Journal of Physic, con il titolo “Dna, wave and water”, evidenzia un’importante conclusione: in pratica alcune sequenze di Dna possono indurre segnali elettromagnetici di bassa frequenza in soluzioni acquose altamente diluite, che
memorizzano alcune delle proprietà dello stesso Dna.

Grazie a queste scoperte – ha spiegato Montagnier - “si potranno sviluppare sistemi diagnostici finora mai progettati, basati sulla proprietà informativa dell'acqua biologicapresente nel corpo umano. 
Malattie croniche, quindi, come Alzheimer, Parkinson, Sclerosi Multipla, Artrite Reumatoide, e le malattie virali, come HIV- AIDS, influenza A ed epatite C, informano l’acqua del nostro corpo (acqua biologica) della loro presenza, emettendo particolari segnali elettromagnetici che possono essere poi letti e decifrati”.
Un passo avanti fondamentale, quindi, per effettuare diagnosi preventive.
 Ma non è tutto: grazie a questi studi, si potrebbero avere importanti spunti e vantaggi anche nella terapia delle malattie; secondo gli scienziati, i segnali elettromagnetici contenuti nell’acquasono riconducibili alla presenza di una sua memoria e intervenendo su questa si possono sperimentare ampie possibilità di trattamento e terapia. 
Questo potrebbe effettivamente cambiare in meglio le condizioni di vita di molti pazienti, costretti- per combattere la malattia – ad assumere potenti farmaci salvavita che però hanno conseguenze ed effetti indesiderati.


Stando a queste scoperte quindi, si prospetta la nascita di una nuova generazione di farmaci a basso impatto, che si basano sul meccanismo e l’azione dell’acqua, che viene informata dal segnale elettromagnetico (scatenato dalle sostanze in essa disciolte a basse concentrazioni) e attivata attraverso alcune particolari tecnologie chimico-fisiche. 
Farmaci che curano senza portare conseguenze indesiderate.




Verdiana Amorosi
fonte: greenme.it

Commenti

Post popolari in questo blog