Ferro e anemia: alimenti ricchi di ferro e come migliorarne l assorbimento
L'anemia da carenza di ferro è una delle condizioni nutrizionali più diffuse al mondo, soprattutto tra donne in età fertile, bambini e vegetariani. Una dieta adeguata può aiutare a prevenirla, ma non sempre basta a curarla. Questo articolo spiega quali alimenti sono ricchi di ferro e come migliorarne l'assorbimento.
Ferro eme e non eme
Il ferro presente negli alimenti esiste in due forme: il ferro eme, contenuto nella carne, nel pesce e nel pollame, che viene assorbito più facilmente (fino al 25%); e il ferro non eme, presente in legumi, verdure a foglia verde, cereali integrali e frutta secca, il cui assorbimento è più basso (circa il 2-10%) e dipende da altri fattori alimentari.
Alimenti ricchi di ferro
Ferro eme: fegato (pollo, manzo), carne rossa magra, carne di cavallo, sardine, vongole, tuorlo d'uovo.
Ferro non eme: lenticchie, fagioli, ceci, spinaci, bietole, rucola, cavolo nero, mandorle, noci, semi di sesamo, pistacchi, cioccolato fondente (con alte percentuali di cacao), cereali integrali e arricchiti.
Come migliorare l'assorbimento del ferro non eme
L'assorbimento del ferro non eme può essere aumentato consumando contemporaneamente vitamina C (agrumi, kiwi, peperoni, pomodori, broccoli). Per esempio, aggiungere succo di limone alle lenticchie o mangiare un'arancia dopo un pasto a base di legumi può triplicare l'assorbimento del ferro. Al contrario, tè, caffè e vino rosso consumati durante i pasti riducono l'assorbimento a causa dei tannini.
Cosa NON si può affermare
L'alimentazione da sola non sempre basta a correggere un'anemia conclamata, soprattutto se causata da perdite di sangue (mestruazioni abbondanti, emorroidi, ulcere) o da problemi di assorbimento (celiachia, gastrite atrofica). In questi casi, il medico può prescrivere integratori di ferro o trattamenti specifici. I sintomi dell'anemia (stanchezza, pallore, fiato corto) vanno sempre valutati da un professionista sanitario.
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