Lyricus 03 La Relazione con l’Universo

Lyricus 03
La Relazione con l’Universo


Insegnante: E così desideri sperimentare il Navigatore di Totalità.
 Hai deciso come?

Studente: È per questo motivo che volevo incontrarti.
 Pensavo potessi istruirmi su un metodo o una tecnica per ottenere questa esperienza.

Insegnante: Se lo facessi, tutto quello che si trova qui (l’ashram) non sarebbe obsoleto? Tutta la tua istruzione non ricadrebbe su te stesso?
Tutta la tua connessione con le persone non si esaurirebbe in un viaggio esistenziale di auto-conoscenza?

Studente: Non capisco.

Insegnante: Hai messo insieme la conoscenza interiore ed esteriore come un ponte senza la parte centrale, dove la parte centrale mancante è la tua esperienza della conferma che le due parti terminali si uniscono davvero; che c’è coesione tra questi due mondi; che il ponte
funziona.
È così?

Studente: Sì.

Insegnante: Se trovassi questa parte centrale all’interno della tua esperienza, il tuo ponte sarebbe costruito e passeresti tra i mondi interiori ed esterni disinvolto ed indipendente.
Poi desidereresti insegnare agli altri come costruire il loro ponte.
È così?

Studente: Esattamente.

Insegnante: Pensi che i maestri vissuti sulla Terra hanno costruito questo ponte e non lo hanno condiviso con altri?

Studente: No.

Insegnante: Allora, dov’è questa tecnica di cui parli?
È così ben nascosta che nessuno dei migliori insegnanti del mondo può esprimerla in un metodo comprensibile?

Studente: Stai dicendo che nessuno ha costruito questo ponte?

Insegnante: No.
 Sto dicendo che nessuno ha voluto costruire questo ponte.

Studente: Allora perché questa cosa mi strugge così tanto?

Insegnante: Perché credi che possa essere costruito con delle risposte, l’esperienza e l’iniziativa.

Studente: E non si può?

Insegnante: Non può essere costruito più di quanto si può costruire una cosa già costruita.

Studente: Cosa intendi?

Insegnante: Puoi costruire questa pietra? (Tenevo in mano una pietra che avevo raccolto da terra).

Studente: Intendi se riesco a costruire un suo esatto duplicato?

Insegnante: No, intendo questa pietra.

Studente: No.
È già costruita.

Insegnante: Lo stesso vale per il tuo ponte.

Studente: Va bene… capisco il concetto, ma se non ne ho mai avuto esperienza, quale vantaggio ha ad essere già costruito?

Insegnante: Questo dipende da te.

Studente: In che modo, esattamente?

Insegnante: Vedi quanto si mostra più di quanto vedi quello che manca?

Studente: Non so… non sono certo di quello che vuoi dire.

Insegnante: Hai conoscenza e metodo.
 Hai intuizione e percezione.
 Hai iniziativa e acume.
Hai il potere della volontà e della perseveranza.
Non sono più importanti per te queste cose della mancanza dell’esperienza cosciente del Navigatore di Totalità?

Studente: Io credo che quando l’avrò, l’esperienza del Navigatore di Totalità sorpasserà quelle altre cose o le metterà in una sorta di ordine collettivo, ed io sarò una persona migliore e così, per questo motivo, un migliore insegnante.

Insegnante: Ma se non puoi costruire una cosa, come insegnarne la costruzione?

Studente: Allora stai dicendo che ne ho già l’esperienza e così tutti gli altri; è solo che non lo sappiamo.
E, di nuovo, l’ho capito intellettualmente, ma mi sembra che si debba averne l’esperienza.

Insegnante: Anche in questo momento stai avendone esperienza, così come l’ho io.

Studente: Sì, ma tu ne sei probabilmente cosciente, ed io no.

Insegnante: No, io sono cosciente di noi. Sono cosciente anche di qualsiasi luogo e qualsiasi cosa verso cui volgo l’attenzione. Non posso volgere la mia attenzione al Navigatore di Totalità perché è di una frequenza vibratoria al di fuori del raggio dei sensi di questo corpo e di questa mente.

Studente: Stai dicendo che il Navigatore di Totalità, o anima umana, è invisibile ai nostri sensi umani non importa cosa facciamo?
Che non c’è nessuna tecnica che ci permette di sintonizzarci a lui o lui a noi?

Insegnante: Esatto.

Studente: Allora il mio desiderio è senza fondamento.

Insegnante: Il tuo desiderio è naturale e fondato; solo che non culminerà nell’esperienza che speri.

Studente: Allora perché mi sento come se mancasse qualcosa di vitale?
Perché ho la convinzione assillante che le mie domande senza risposta tengono celato il cammino che mi spetta?

Insegnante: Come ho già detto, la tua attenzione si sposta a ciò che manca perché hai invitato l’impossibile nel tuo mondo e idealizzato quello che altri prima di te hanno ottenuto nel condividere la loro conoscenza.
 Credi che solo dallo sperimentare i mondi sconosciuti e nascosti nei quali vive l’anima umana possa venire una grande conoscenza, e di non essere in grado di adempiere alla tua promessa senza questa esperienza.

Studente: Ma molti grandissimi maestri hanno condiviso la visione di questi mondi e dimensioni interiori di cui fa parte il Navigatore di Totalità.
Se non posso esplorare questi mondi come loro, come posso sperare di espandere la coscienza nel mio tempo?

Insegnante: Ti dirò un segreto.
 Non è una cosa che faccio con piacere, ma per senso del dovere.
 I racconti di altri mondi sono avviluppati dallo stesso materiale dei sogni.
I mistici, i santi ed anche alcuni dei più grandi maestri della specie umana, sono vissuti in corpi con lo stesso limitato raggio di percezione del tuo e del mio.
I loro, a volte, spettacolari resoconti di altre dimensioni e piani di esistenza sono soggettivi, sogni lucidi non replicabili, ri-narrati come mondi oggettivi di splendore.

Studente: Stai dicendo che i resoconti dei mistici sono costruzioni?

Insegnante: Alcuni lo sono.
Alcuni sono fraintendimenti di sogni lucidi.
Altri sono incontri con mondi meta-dimensionali del futuro multiverso.
 Altri sono incontri con esseri extra-planetari.
 Alcuni sono menzogne pianificate.
Quello che sottolineo è che coloro che parlano a gran voce delle esperienze dell’anima umana e dei mondi in cui risiede stanno spesso cercando di descrivere più la loro gloria che una realtà oggettiva.

Studente: Questo mi ci vuole un po’ ad incassarlo.
 Sembri contestare i miei maestri, quelli che tengo nel massimo rispetto.

Insegnante: Ti ho detto che non ne avrei tratto soddisfazione.
E neppure sto cercando di screditare un qualsiasi maestro.
 Lasciami descrivere la cosa in questo modo.
 Se scoprissi un luogo sulla Terra in cui nessun altro si è mai imbattuto e disegnassi una mappa con le coordinate di questa scoperta, potrei spiegare, a chiunque sappia leggere una mappa, come trovare quello stesso luogo.
Potrei anche accompagnare le persone basandomi sulla mia esperienza.
Perché allora non ci sono mappe per i mondi interiori?
E, prima di rispondere, ricorda che pur essendoci mappe, non sono date con scale e misure e quindi non descrivono la stessa geografia interiore.

Studente: Anch’io riconosco che ci sono delle incongruità sulla struttura del multiverso, ma questo non significa necessariamente che non esista.

http://scienzasb.blogspot.com
Insegnante: Non sto suggerendo che non esista.
Non ci sono mappe!
Non ci sono cartografi di questi mondi perché questi mondi hanno un’estensione infinita.
Come si possono mappare le illimitatezze della Sorgente Primaria?
 Con quale carta e penna?
 Come si riduce la visione straordinaria del nostro Creatore collettivo in parole e metodi?

Studente: Stai dicendo che questo desiderio di sperimentare le dimensioni interiori del mio essere è del tutto impossibile?

Insegnante: I migliori insegnanti ne ammettono la possibilità – ed allo stesso tempo non la considerano mai mancante nella loro vita.
La seduzione del fenomeno è sostituita dall’accettazione che le qualità reali dello spirito umano brillano tramite il loro comportamento, le loro parole e le loro azioni, facendolo quindi con l’unicità della loro completa personalità.

Studente: Come può la coscienza evolvere se ogni generazione non insegna nulla sui mondi interiori?
O, peggio ancora, se aggiunge solo confusione sul come questi mondi operano all’interno della nostra coscienza?

Insegnante: Come ho detto prima, in questo caso il ponte, o coscienza, è costruito.
Non può essere sviluppato, migliorato o aumentato.
E’ una coscienza multi-sfaccettata ben oltre la mente umana, così come i confini dell’Universo sono oltre la Terra.
Ciò che richiede evoluzione è il riconoscere questa coscienza; ciò che necessita di insegnamento è il suo impiego come fonte di guida e d’ispirazione.

Studente: Proprio dove volevo arrivare io.
Questo è precisamente quello che voglio insegnare, ma se io stesso non ho esperienza di questa super-coscienza, come posso aiutare gli altri a sviluppare il loro riconoscere?

Insegnante: Tu hai chiesto aiuto per sperimentare qualcosa che non può essere sperimentato, invece di scegliere di dire all’Universo quello che vuoi riconoscere.

Studente: Non capisco.

Insegnante: L’Universo risponde alle tue direttive, non alle tue domande, speranze e preghiere.
Se scegli di determinare il tuo futuro dicendo all’Universo ciò che desideri sperimentare e riconoscere e mantieni questi pensieri nella tua mente con fiera perseveranza, l’Universo – per suo stesso progetto – risponderà di conseguenza.
Se, d’altra parte, fai delle domande e preghi per delle risposte, l’Universo risponderà in muto silenzio perché non gli hai dato una direttiva.

Studente: Questo è il processo co-creativo di cui parli e ne comprendo i principi, ma come si collega con il desiderio di espandere la mia comprensione di coscienza ed insegnare questa comprensione agli altri?

Insegnante: Il desiderio non è una direttiva.
Il semplice desiderare di ottenere qualcosa non impegna l’Universo; l’Universo s’impegna al tuo potere personale e si adegua alla tua volontà a raggiungere una meta.
 Pregare, com’era inteso in origine, ha due propositi complementari: dimostrare all’Universo che un individuo ha effettuato una scelta per quanto riguarda il suo destino ed esprimere gratitudine all’Universo per il suo aiuto incessante.

Studente: Da quanto hai detto, presumo che non abbia senso dare come direttiva all’Universo il fatto che voglio mi porti l’esperienza personale del Navigatore di Totalità.

Insegnante: Puoi dare qualsiasi direttiva hai scelto.
 L’Universo non risponde perché obbligato, lo fa semplicemente.
L’Universo ti conosce dalla tua scelta.
Tu ti riveli in questo semplice atto, e a motivo di questa fiducia a sua volta l’Universo risponderà e si rivelerà.
Se dirigi l’Universo a portarti l’esperienza del Navigatore di Totalità, lui ti porterà questa esperienza, ma non avrai la consapevolezza di riconoscerla perché, come ho detto prima, la vibrazione autentica del Navigatore di Totalità non è percepibile dai sensi o dalla mente umana.
Non c’è un metodo per catturare l’esperienza – la mente è come una telecamera, ma i sensi – il film – non sono presenti.

Studente: Quindi l’Universo risponde secondo le direttive, solo che potrei pensare che non fosse in ascolto perché non ne ho riconosciuto l’esperienza?

Insegnante: Sì.
Capita di frequente con le direttive delle dimensioni superiori, qualcosa di simile ad un’esclusione percettiva.
 Questa condizione può generare del risentimento e la spiacevole sensazione che l’Universo sia indifferente o addirittura mal funzionante, benché la maggior parte degli individui consideri il fallimento dovuto per proprio fallo – almeno consciamente.
Comunque, nella maggior parte degli studenti, sotto il senso di colpa latente della mente conscia, c’è la sensazione che l’Universo sia indifferente o, anche peggio, che non risponda di proposito.

Studente: Come posso indirizzare l’Universo?
 Con un comando imperativo?

Insegnante: Ciascuno è creatore del suo percorso di saggezza.
 Come tali, tutti devono creare la priorità e la struttura del proprio percorso da se stessi. Possono procurarsi degli strumenti, come insegnanti e libri, ma la creazione del percorso è personale a prescindere dalle circostanze esterne, come le conformità religiose.
 Una volta compreso ed interiorizzato, questo diventa il fondamento dal quale si opera.
Questo è il dovere spirituale di una persona ed è il primo passo sul sentiero della co-creazione con l’Universo.
Il secondo passo su questo sentiero è una comprovata assegnazione di priorità.
C’è sequenza in tutte le direzioni – un ordine con il quale costruire una meta finale o una realizzazione.

Studente: Per favore, spiegami.
 Come applicarlo alla rivelazione spirituale?

Insegnante: Quando hai come meta il comprendere la tua identità – non solo come essere umano ma anche come frammento-spirito delle Sorgente Primaria, devi frazionare la tua meta nei mattoni che la compongono, ed osservare l’ordine all’interno del processo.
Al di sotto di quest’ordine c’è la fluidità che fornisce una trasformazione ed un adattamento veloci.
Una volta definito questo, dirigi l’Universo a rispondere a questo piano con il semplice e continuo atto di definirlo e, ancor più importante, di ri-definirlo.
Il pensiero predominante nella tua mente è che l’Universo “sta origliando” i tuoi piani e cambiando o ri-modificando il tuo ambiente materiale, emozionale, mentale e spirituale in diretta risposta a quanto osserva.
Esso lo fa senza tenere in considerazione ciò che tu chiami il tuo ‘merito’.
Fa così perché è la sua natura.

Studente: E se i miei piani sono sbagliati o mal concepiti?

Insegnante: Molto probabilmente ti sentirai frustrato o insoddisfatto dagli eventi che si dispiegano.

Studente: Puoi farmi un esempio?

Insegnante: Se qualcuno pianifica di iniziare la sua professione d’insegnante prima di essersi adeguatamente preparato come studente, e l’Universo risponde – come sua natura – fornendogli degli studenti, costui può perpetuare i suoi fraintendimenti su ciò che insegna. Questo è un esempio comune per i sedicenti insegnanti di arti spirituali.

Studente: Ma se quello che hai detto prima, definire i propri piani e il loro ordine, lo si è fatto davvero in modo corretto, non si eviterebbero i piani male ideati?

Insegnante: L’Universo osserva puntualmente ogni tuo movimento e ogni tua connessione emozionale alla meta.
L’abilità di prevenire un piano male ideato consiste per buona parte nello scoprire la tua voce autentica – distinta dalle migliaia di voci che ti hanno influenzato – e permettere a questa voce di determinare e dirigere il tuo accostarti alla tua divinità.
È questa voce, e l’opinione e la comprensione dietro di essa, che ti colloca e mantiene entro la sicurezza dell’Universo.

Studente: Ma ci sono tante persone più acute di me.
Perché dovrei ascoltare la mia voce tra quelle dei miei maestri?

Insegnante: Ascolti i tuoi maestri o raffronti le loro parole con ciò che risuona con quello che tu senti vero?

Studente: Ad essere sincero, raffronto le loro parole con quanto io sento vero.

Insegnante: Dunque, non ascolti già la tua stessa voce?

Studente: In un certo senso, suppongo di sì.
 Ma uso la mia voce come metro, misurando le parole dei miei insegnanti con l’intuizione … o qualche facoltà correlata.
Non genero un pensiero o un’idea – semplicemente la valuto.

Insegnante: E perché lo fai?
Perché assegni a te stesso il ruolo secondario di misurare ed analizzare invece di quello di creare ed inventare?

Studente: Perché sono inesperto e manco di conoscenza.

Insegnante: Ma hai appena convenuto di avere esperienza nel valutare la consistenza degli insegnamenti – che sei in grado di percepire la verità e valutare un insegnam
ento, un principio o un suggerimento.

Studente: Sì, ma una cosa è avere la conoscenza e l’abilità di una valutazione, e ben altra essere capaci di inventare o percepire la conoscenza della verità dentro se stessi.

Insegnante: Perché?

Studente: Non sono sicuro di saperlo spiegare.

Insegnante: La conoscenza che ti trasformerà viene dalla tua esperienza diretta di due fenomeni particolari: le vibrazioni della Luce e del Suono della Sorgente Primaria.

Studente: Proprio così.
E come ottenere questa conoscenza esperienziale della Luce e del Suono richiede un’istruzione specialistica – quel genere d’istruzione che solo un elevatissimo insegnante spirituale può offrire.

Insegnante: Prendi in considerazione la trasformazione di coscienza.
E’ qualcosa per la quale hai diretto l’Universo o stai aspettando un maestro che ti prenda per mano e ti guidi verso la Luce ed il Suono?
In altre parole, aspetti di valutare l’insegnamento di un altro essere umano o dirigi l’Universo a fornirti questa esperienza?

Studente: Sono venuto qui, in questo ashram, per imparare come avere l’esperienza della Luce e del Suono della Sorgente Primaria così da poter portare questa conoscenza ad altri.

Insegnante: Dunque aspetti un essere umano.

Studente: Forse questo è il modo in cui l’Universo risponderà alle mie direttive, portarmi un maestro che può mostrarmi il modo.

Insegnante: Tu e l’Universo siete il maestro.
Insieme siete quel percorso-di-risposta (on-demand pathway) attivo, indefettibile, instancabile ed ininterrotto che può fornire l’esperienza diretta.
Oppure puoi attendere che l’Universo ti invii dei messaggeri vestiti in forma umana meno attivi, diretti, energici, pronti e affidabili – se questa è la tua scelta … la tua direttiva.

Studente: Così mi stai dicendo di diventare un più attivo partner dell’Universo.

Insegnante: Aggiungi la responsabilità e l’accettazione della tua capacità di collaborare con l’Universo, e hai dato il giusto valore alle mie istruzioni.

Studente: Ma è come suggerire che i maestri non hanno un ruolo in questo processo.
 È vero?

Insegnante: Tutti quelli sul tuo sentiero di vita hanno un ruolo – insegnanti compresi.
L’Universo organizzerà le giuste parole, i giusti suoni, la giusta illuminazione, il giusto significato per entrare nel tuo cammino di vita, e questi arriveranno tramite la natura, gli uomini, gli animali, la tecnologia e tutte le combinazioni tra questi.
 Tu, il processo e l’Universo siete inseparabili quando direzionati in modo appropriato.

Studente: Allora, la vera conoscenza è sapere come dirigere l’Universo?

Insegnante: È la sola relazione responsiva che avrai alle impressioni dei tuoi pensieri e alle espressioni del tuo cuore.
 Puoi dirigerlo e lui risponderà.

Studente: Qual è la chiave per dirigere l’Universo?

Insegnante: Sentirsi in unione ed armonia con l’Universo.
Sentire veramente che l’Universo scorre in te, nel far così si crea il sentiero di vita sul quale cammini.
Aver fiducia in questo sentiero di vita, sapere che è una co-creazione tra te e l’Universo, e dimostrare questa fiducia nelle piccole e grandi cose.
Supponendo che tutti questi concetti siano ben posizionati, si tratta poi semplicemente di articolare la più alta espressione possibile del profondo del tuo cuore.

Studente: Come posso conoscerla?

Insegnante: Ascolta la tua voce autentica.
Permettile di essere aperta, misteriosa, paradossale, senza limiti e gioiosa.
Quando darai a questa parte di te l’opportunità di esprimersi, paleserà il più ardente e profondo desiderio del tuo cuore e della tua anima e sono questi ardenti desideri che l’Universo è più pronto ad ascoltare e corrispondere.

Studente: Ma l’Universo non risponde anche ai nostri pensieri e preghiere?

Insegnante: C’è chi ti dirà che puoi chiedere all’Universo l’abbondanza, la salute, belle relazioni, un nuovo lavoro, e qualsiasi altra cosa desideri la tua mente, ed esso risponderà ai tuoi desideri.
L’Universo è neutro verso il tuo status materiale nei mondi della forma.
Quanto tu sia un uomo di successo – misurato secondo i parametri degli uomini – non è affare dell’Universo, è affare della mente e dell’ego esercitati dalla società.

Studente: Ma ci sono delle implicazioni pratiche per questa collaborazione con l’Universo, non è vero?

Insegnante: Se le aspirazioni più alte della parte più profonda di te sono sostenute dall’Universo, probabilmente avrai molto più successo nella tua ricerca di prosperità materiale e di giuste relazioni – perché le due cose sono collegate, o no?

Studente: Sì.

Insegnante: Comunque, quelli che tengono il potere escogitano il sistema entro i mondi della forma ed è questo potere che detta la definizione di prosperità.
L’Universo non è interessato a queste faccende, sono gli uomini di potere che definiscono tali cose e l’Universo non si allinea a queste definizioni.

Studente: Allora i due sentieri non sono compatibili?

Insegnante: A quali due sentieri ti riferisci?

Studente: Le sollecitazioni di prosperità umana e di sopravvivenza materiale, e le aspirazioni del mio sé superiore.

Insegnante: Non c’è un’incompatibilità intrinseca.
 Riguarda semplicemente dove poni la tua focalizzazione e in che modo definisci prosperità, giuste relazioni, successo e così via.
Se cerchi di dirigere l’Universo in merito a prosperità umana e questioni materiali, fallo sapendo che l’Universo è indifferente a queste faccende e che tu – in realtà – stai domandando alla Mente Genetica, non all’Universo.
Dalla Mente Genetica puoi ricevere l’aiuto ed i relativi effetti fisici ma, in generale, questo non soppianta il processo – consacrato dal tempo – di pratica, costanza, creazione, evoluzione e pazienza.

Studente: Penso di capire il tuo insegnamento.
Grazie per il consiglio.

Insegnante: Sei sempre il benvenuto.




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