FITNESS : LA TRAPPOLA DEL METABOLISMO



FITNESS : LA TRAPPOLA DEL METABOLISMO

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Un ruolo importante nel tuo programma di definizione muscolare è occupato dal metabolismo, che ovviamente dovrai fare in modo di tenere alto.
quante persone vedete tutti i giorni in palestra che si sforzano quotidianamente di dimagrire ma rimangono sempre lo stesso
Cosa c’è che non va?

Per metabolismo s'intende l'insieme delle trasformazioni chimiche, fisiche e biologiche che vengono compiute nell'organismo per permettere lo svolgimento dei processi vitali.
Si distingue specificamente in due fasi ben distinte:

l'anabolismo ed il catabolismo.
L'assimilazione è la fase anabolica e costruttiva, che prende il nome di anabolismo; questa fase è costituita dalla continua trasformazione del cibo in materia organica o in sostanze che successivamente possono essere bruciate per produrre energia.
 La seconda fase, il catabolismo è la combustione di queste sostanze, la loro degradazione chimica ed il loro allontanamento dall'organismo mediante escrezione di urina, sudore e mediante la ventilazione polmonare che porta all'eliminazione dell'anidride carbonica.

In età giovanile la fase anabolica prevale su quella catabolica e si ha l'accrescimento; nella vecchiaia prevale la catabolica e in età matura c'è, o per lo meno ci dovrebbe essere, equilibrio tra le due fasi.
Il nostro organismo risponde allo stress in molti modi, generalmente cerca di “supercompensare” lo stimolo per essere pronto qual ora si ripresenti.
Dopo l’allenamento abbiamo diverse risposte:
1) Ormonali Nel breve termine l’adrenalina aumenta l’attività del sistema simpatico (sistema lipolitico).
Nel lungo termine gli ormoni tiroidei aumentano la produzione di calore e con esso il dispendio.
2) Depauperamento delle riserve energetiche Il consumo di creatinfosfato e di glicogeno, obbliga il nostro corpo, durante il recupero, ad attivarsi per cercare di ripristinarle, questo ha un ulteriore costo energetico. 

3) Riequilibrio idroelettrico L’attività fisica influenza diversi ioni (calcio,potassio, sodio, ecc). Il corpo ristabilisce il corretto equilibrio intra-extracellulare ed ovviamente anche questa azione non è gratis.
4) Danneggiamento dei tessuti Tessuto muscolare e connettivo sono sottoposti a stimoli e danni durante l’attività fisica.


 Le varie trasformazioni e reazioni chimiche che costituiscono il metabolismo sono infatti collegate a numerosissimi fattori, basti pensare che sono legate alla presenza e all'intervento di almeno 25000 enzimi diversi (che sono quelli scoperti fino ad oggi ma ce ne sono altri da scoprire) ed ognuno di questi può agire solo in specifiche condizioni, che sono ad esempio la presenza di catalizzatori che li attivano o un determinato valore di pH.
Un metabolismo normale assicura la costanza delle condizioni fisico-chimiche dei componenti dell'organismo, assicurando quell'equilibrio, che prende il nome di omeostasi, dato ad esempio dalla costanza della composizione chimica dei liquidi interni (si pensi soprattutto al sangue) e dal mantenimento della temperatura.

 Il metabolismo basale è la quantità minima di energia spesa da un organismo a riposo e a digiuno per sopravvivere, mantenendo attivi i processi di base, quali conservazione della temperatura, attività cardiaca, respirazione e sintesi di sostanze chimiche.
Il metabolismo corrisponde all'intensità della respirazione cellulare ed è quindi correlato al consumo di ossigeno che si può quantificare con apposita apparecchiatura.
 In base al consumo di ossigeno e a calcoli che terranno conto di età, sesso, massa corporea magra (il peso dei soli muscoli), si calcola il fabbisogno energetico di un individuo per un'unità di tempo. 

Tra le principali leggi fisiologiche troviamo questa:
Ad uno stesso stimolo, l’organismo risponde con adattamenti via via decrescenti.
Tradotto per noi cosa vuol dire?
Che se siamo abituati ad allenarci l’organismo non si stressa (non si stimola) più come le prime volte.
I La risposta neuro-endocrina data dall’allenamento nel tempo è sempre più decrescente.
Il testosterone non si alza più in modo marcato a fare pesi, il GH non vi schizza alle stelle all’aumento dell’acido lattico, ecc.
L’organismo ormai ha imparato e non crede più alla storia del lupo.
Tra l’altro gli ormoni tiroidei ci giocano un brutto scherzo.
Se l’allenamento calibrato correttamente li alza, un allenamento giornaliero quotidiano li abbassa.
La loro forma attiva, la loro conversione da T4 in T3 cala, produremmo così meno calore ed avremo un metabolismo più basso.
L’attività fisica rispetto al metabolismo segue una curva gaussiana, poco ma anche troppo lo tengono basso. 

Il metabolismo è  molto influenzato dagli ormoni tiroidei.
Gli ormoni tiroidei stimolano l'attività metabolica in generale influendo su morfogenesi e accrescimento. I
n caso di ipotiroidismo si ha intensa diminuzione del metabolismo basale e i sintomi sono l'abbassamento della temperatura corporea, la diminuzione della pressione arteriosa e la sensazione di stanchezza. 

Nel caso di ipertiroidismo si ha forte accelerazione del metabolismo; le persone ipertiroidee sono infatti molto attive, dormono poco e sono emozionalmente instabili.
Spiegato a grandi linee il concetto di metabolismo risulta abbastanza chiaro come dietro il suo funzionamento ci sia la causa del raggiungimento o meno degli obiettivi prefissati. 
Se rapportiamo il metabolismo all'allenamento in palestra, scopriamo che nel momento in cui ci stiamo allenando siamo nel pieno della seconda delle due fasi, quella catabolica; stiamo infatti degradando sostanze chimiche i cui scarti saranno espulsi tramite sudore (che contrariamente al pensare comune non è indice diretto di dimagrimento), urine e anidride carbonica con la respirazione: stiamo quindi bruciando energia, stiamo impoverendo il nostro organismo, in pratica stiamo distruggendo e non costruendo,le a riparazione ha un costo metabolico. 
Tutti questi fattori portano ad un aumento del dispendio energetico non solo durante l’attività fisica ma anche a riposo.

Quando avremo finito l'allenamento il nostro organismo inizierà la fase di ripristino dei valori e dopo che ci saremo nutriti avverrà la fase anabolica, con la trasformazione del cibo in materia organica e in sostanze utili a ripristinare le scorte energetiche. 
Se sarà dato poi l'adeguato riposo prima di un altro allenamento allora avremo la tanto ricercata supercompensazione, che altro non è che il miglioramento dei valori precedenti all'allenamento effettuato. 

Per tutti questi motivi è importante non esagerare nei carichi e nei tempi dell'allenamento (l'allenamento ideale è stimato intorno all'ora circa o poco più) ed è ugualmente importante dare il giusto stacco di tempo tra un allenamento e l'altro.
Non esagerare, 4-5 allenamenti a settimana sono più che sufficienti per chi lavora ed ha una vita stressante.

Diversifica l’attività,se vai sempre a correre, cambia usando la bici o il vogatore, se fai sempre pesi inserisci qualche seduta di corsa lenta o HIIT.
La varietà uccide l’economia del gesto e tiene alta la risposta neuro-endocrina.
Ricordati sempre che non siamo fatti per fare tanto di una cosa, ma poco di tante cose.





















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