Prevedere la dislessia: cosa dice la ricerca sulle scansioni cerebrali nei bambini
Prevedere la dislessia: cosa dice la ricerca sulle scansioni cerebrali nei bambini
Fonte: Wikimedia Commons
La dislessia è un disturbo specifico dell'apprendimento che riguarda la lettura, e viene di solito diagnosticata quando i bambini iniziano la scuola primaria e mostrano difficoltà nel riconoscere le parole scritte. Ma sarebbe possibile individuare il rischio di dislessia ancora prima, quando il bambino non ha mai affrontato la lettura? Alcuni studi hanno cercato di rispondere a questa domanda usando le scansioni cerebrali.
Lo studio di Psychological Science
Una ricerca pubblicata nel 2014 su Psychological Science ha seguito 38 bambini dall'asilo fino alla terza elementare, monitorando lo sviluppo della materia bianca nel cervello attraverso scansioni periodiche. La materia bianca è composta dalle fibre nervose che collegano diverse aree del cervello, ed è fondamentale per la comunicazione tra neuroni.
I ricercatori hanno osservato che i bambini che sviluppavano difficoltà di lettura mostravano, già all'asilo, differenze nella struttura della materia bianca in aree cerebrali coinvolte nel linguaggio e nell'elaborazione dei suoni. Queste differenze non erano visibili a occhio nudo, ma emergevano dalle scansioni cerebrali.
Un secondo studio sulla risposta alla voce
Un'altra ricerca, pubblicata lo stesso anno, ha misurato la risposta del cervello di bambini in età prescolare alla voce umana utilizzando la magnetoencefalografia (MEG). I bambini che mostravano una risposta più debole in specifiche aree uditive avevano maggiori probabilità di sviluppare difficoltà di lettura negli anni successivi.
I limiti di questi studi
Questi risultati sono promettenti per la ricerca, ma è importante non sopravvalutarli:
- I campioni erano piccoli (38 bambini in uno studio, dimensioni simili nell'altro).
- Le scansioni cerebrali non sono un test diagnostico: mostrano correlazioni, non causalità.
- Esistono molti fattori che influenzano l'apprendimento della lettura (ambiente familiare, esposizione al linguaggio, qualità dell'insegnamento), che questi studi non hanno potuto controllare completamente.
- Non esiste al momento un protocollo clinico basato su scansioni cerebrali per predire la dislessia nella pratica medica.
L'importanza dell'intervento precoce
Uno dei vantaggi di identificare precocemente i bambini a rischio è la possibilità di intervenire prima che le difficoltà si consolidino. Programmi di potenziamento delle abilità fonologiche e di esposizione al linguaggio nei primi anni di vita possono fare una differenza significativa, indipendentemente dalle scansioni cerebrali. La ricerca basata sulle neuroimmagini aiuta a capire quali meccanismi sono coinvolti, ma non è ancora uno strumento di screening pratico.
Nella vita di tutti i giorni
Se un bambino mostra difficoltà con le parole scritte nei primi anni di scuola, è importante non aspettare: parlare con gli insegnanti e con il pediatra è il primo passo. La dislessia non è legata all'intelligenza, e con il supporto adeguato la maggior parte dei bambini impara a leggere bene. Nel frattempo, leggere ad alta voce ai bambini, giocare con le parole e le rime, e creare un ambiente ricco di linguaggio sono abitudini che aiutano tutti i bambini, a prescindere dal rischio di dislessia.
Questo articolo ha solo scopo informativo e non sostituisce il parere del medico.
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