Bibite zuccherate e invecchiamento cellulare: cosa dice la ricerca sui telomeri

Bibite zuccherate e invecchiamento cellulare: cosa dice la ricerca sui telomeri

Bibita gassata servita in un bicchiere con ghiaccio Bevanda zuccherata in bicchiere

Fonte: Wikimedia Commons

Il consumo di bevande zuccherate è stato associato in numerosi studi a un aumento del rischio di obesità, diabete di tipo 2 e problemi cardiovascolari. Ma alcuni ricercatori si sono spinti oltre, chiedendosi se lo zucchero potesse influenzare anche il processo di invecchiamento a livello cellulare.

Lo studio sui telomeri

Nel 2014, un gruppo di ricerca dell'Università della California di San Francisco ha pubblicato sul American Journal of Public Health uno studio osservazionale che ha analizzato il consumo di bevande zuccherate in un campione di oltre 5.000 adulti. I ricercatori hanno misurato la lunghezza dei telomeri — le strutture che proteggono le estremità dei cromosomi — nei globuli bianchi dei partecipanti.

I telomeri si accorciano naturalmente a ogni divisione cellulare e la loro lunghezza è considerata un marker di invecchiamento biologico. Lo studio ha osservato che le persone che consumavano più bevande zuccherate (circa 350 ml al giorno) avevano telomeri mediamente più corti rispetto a chi non ne consumava.

Cosa significa questo risultato

I ricercatori hanno calcolato che la differenza nella lunghezza dei telomeri tra il gruppo con consumo più alto e quello con consumo più basso era paragonabile all'accorciamento che si osserva in circa 4-5 anni di invecchiamento. Questo dato è stato riportato da molti media con titoli allarmistici, ma è importante inquadrarlo correttamente.

Si tratta di uno studio osservazionale: mostra una correlazione, non una relazione di causa-effetto. Le persone che bevono molte bibite zuccherate tendono ad avere anche altri comportamenti meno salutari (alimentazione meno equilibrata, minor attività fisica), che potrebbero contribuire all'accorciamento dei telomeri. Lo studio ha cercato di correggere statisticamente per questi fattori, ma non è possibile escludere l'influenza di variabili non misurate.

I limiti della ricerca

Lo studio del 2014 ha diversi limiti che è utile conoscere:

  • Il consumo di bevande zuccherate è stato misurato tramite questionari, non con metodi oggettivi.
  • La lunghezza dei telomeri è stata misurata una sola volta, non in un arco temporale.
  • Non è stato dimostrato un meccanismo biologico specifico che leghi lo zucchero dei soft drink all'accorciamento dei telomeri.
  • Studi successivi non hanno sempre replicato gli stessi risultati.

Nella vita di tutti i giorni

Ridurre il consumo di bevande zuccherate è una scelta che la ricerca associa a numerosi benefici per la salute, indipendentemente dall'effetto sui telomeri. Sostituire una lattina di bibita zuccherata con acqua, tè non zuccherato o una spremuta riduce l'apporto calorico e migliora il profilo glicemico. Non serve eliminarle del tutto, ma ridurle a un consumo occasionale è una delle abitudini più semplici e sostenibili per chi vuole migliorare la propria alimentazione.

Questo articolo ha solo scopo informativo e non sostituisce il parere del medico.

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