Riscaldamento senza combustione: cosa dice la scienza sulla riduzione del danno da fumo

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Ho fumato per quarant'anni, con una pausa di tre.  Ho provato lo svapo, ho provato a smettere, poi sono tornato alle sigarette tradizionali — venticinque, trenta al giorno.  Finché, quasi per caso, ho incontrato un sistema diverso: non brucia, ma scalda il tabacco.  Non cercavo di smettere, solo di fumare meno e sentirmi meno appesantito. Eppure, senza pianificarlo, il mio consumo si è ridotto spontaneamente.  Non ho avvertito mancanze, solo una differenza netta: il gusto più pulito, la bocca meno pesante, la sensazione di un gesto più controllato.  Non è una rivoluzione, ma un compromesso realistico per chi non riesce a smettere del tutto e vuole ridurre i rischi. Riscaldamento senza combustione: come funziona La sigaretta tradizionale brucia il tabacco a temperature che superano gli 800 °C, generando migliaia di sostanze tossiche e cancerogene.  La sigaretta elettronica classica, invece, vaporizza un liquido grazie a una resistenza che lo scalda: il...

Il dramma del bambino che può mangiare solo caramelle alla menta

Il dramma del bambino che può mangiare solo caramelle alla menta

Il piccolo Finley ha tre anni.
 Il suo corpo rifiuta ogni forma di alimento tranne alcuni zuccheri.
 E così, a causa di una forma atipica di gastroenterite, può ingerire solo alcuni zuccheri
Caramelle, caramelle e ancora caramelle. 
Rigorosamente alla menta.
 Per un totale di 3650 caramelle all'anno.
 Dieci al giorno. 
E' questo il dramma quotidiano del piccolo Finley, tre anni, e della famiglia Ranson.
 Come racconta il Corriere della Sera, Finley ha sviluppato una forma di allergia "estrema": praticamente non può ingerire cibo. 
Ogni alimento viene percepito dal suo corpo come "estreneo" e per questo aggredito.
In termine tecnico, Finley ha sviluppato una rarissima forma di
gastroenterite, definita "eosinofila": una condizione estremamente rara caratterizzata da "infiltrazione eosinofila dei tessuti gastrointestinali a chiazze o diffusa, descritta per la prima volta da Kaijser nel 1937". 
In pratica nel corpo di Finley aumenta il numero dei leucociti eosinofili nel sangue periferico e compaiono di sintomi anormali, a carico dell’apparato gastroenterico
Il piccolo Finley, che vive in una cittadina inglese della contea di Essex, è allergico praticamente a ogni tipo di cibo pertanto se seguisse un’alimentazione normale soffrirebbe di forti dolori addominali, vomito e gonfiore. 
Si salvano solo le caramelle: il resto del cibo può ucciderlo.

http://www.today.it/rassegna/bambino-malattia-mangia-solo-caramelle.html

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