I neuroni riprendono a nascere e L' ALZHEIMER si arresta.

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I neuroni riprendono a nascere e  L' ALZHEIMER si arresta. L’anticorpo A13 contrasta le sostanze tossiche che bloccano la nascita di nuovi neuroni nella prima fase dell’Alzheimer. La Fondazione EBRI (European Brain Research Institute) Rita Levi-Montalcini ha scoperto una molecola che arresta l’Alzheimer nella sua prima fase grazie alla nascita di nuovi neuroni, contrastando di fatto il degrado degli stessi causato dalla malattia nel corso della sua fase precoce. Lo studio che ha condotto alla scoperta è completamente italiano e, oltre alla Fondazione EBRI, presso la quale è stato portato avanti, ha visto la collaborazione del CNR, della Scuola Normale Superiore e del Dipartimento di Biologia dell'Università di Roma Tre. I ricercatori, guidati da Antonino Cattaneo, Giovanni Meli e Raffaella Scardigli, hanno appurato che la nascita di nuovi neuroni (neurogenesi) si riduce nelle prime fasi dell’Alzheimer, perché la malattia accumula sostanze tossiche chiamate A-Beta oligom...

"Ho vinto la battaglia contro il tumore grazie all'Artemisia Annua ed alla dieta vegana"

"Ho vinto la battaglia contro il tumore grazie all'Artemisia Annua ed alla dieta vegana"

Lucrezia La Gatta - tiburno.tv - Gli erano stati diagnosticati appena due mesi di vita ma, grazie all'utilizzo dell'Artemisia Annua ed un regime di dieta vegana, il tumore è completamente sparito.
L'inizio della malattia
“Devo tutto al mio figlio maggiore, Emiliano – racconta Amedeo Gioia (nella foto insieme al figlio), 68enne romano residente nel quartiere di Due Leoni, a pochi passi da Borghesiana –. Dopo aver scoperto che mi mancavano poche settimane di vita, si è messo alla ricerca di cure alternative ed ha trovato l'Artemisia”.
La storia della malattia di Amedeo ha inizio a settembre 2013, quando venne ricoverato a seguito di un infarto.
 “I medici notarono delle perdite di sangue nel catetere così, dopo una visita urologica, mi venne diagnosticato un grosso papilloma alla vescica”.
 Quando giunse il periodo dell'operazione, il 31 marzo all'ospedale San Filippo Neri, i
chirurghi decisero di non procedere. 
“Avevano scoperto che la massa tumorale era troppo estesa, così venni dichiarato inoperabile”, spiega Amedeo.


La scoperta dell'Artemisia Annua

Fu in quel momento che, a seguito della breve prospettiva di vita, scoprì l'Artemisia Annua: si tratta di una pianta che veniva utilizzata più di duemila anni fa dalla medicina cinese come antimalarico e che, ad oggi, è oggetto di studi da diverse università americane per la cura dei tumori. 
“Ho utilizzato una soluzione idroalcolica e dopo appena 48 ore ho iniziato a non sentire più i dolori – continua a raccontare –. 
A distanza di sei giorni l'ecografia mostrava un enorme miglioramento”.
 Oggi, dopo ben otto mesi, sia le analisi del sangue che le tac effettuate nel tempo, mostrano come del tumore non ci sia più traccia.

La dieta vegana
Anche qui, tutto inizia per caso. 
Dopo il servizio andato in onda sul programma “Le Iene”, ha iniziato a circolare la notizia che una dieta prettamente vegana potrebbe a ridurre il rischio di contrarre numerose malattie, tra cui i tumori, o addirittura sconfiggerle. 
Molti scienziati, come il famoso Colin Campbell, autore del best seller “The China Study”, e nutrizionisti come la dottoressa Maria Papavasileiou promuovono da tempo questo tipo di alimentazione.
 “Adotto un regime semi vegano – spiega – Il che vuol dire che ogni tanto, circa il 5% della mia alimentazione, è di provenienza animale”.
 Nonostante sia già guarito da diversi mesi, Amedeo non intende abbandonare questo stile di vita.




Il gruppo Facebook
“La mia storia, compresi i documenti ed i referti, sono consultabili sul gruppo Facebook 'Quelli dell'Artemisia Annua' – continua Amedeo –. Ad oggi siamo più di 12.000 iscritti. 
E pensare che l'ho aperto solo due mesi fa”. 
Il gruppo è stato creato con il solo scopo di “far conoscere la mia storia, in tanti avevano iniziato a chiedermi come avessi fatto. 
Non ho la presunzione di sostituirmi ai medici, racconto solo la mia esperienza”. 
E, nel frattempo, cresce sempre di più il numero delle persone, di ogni parte d'Italia, che si dichiarano guarite o in via di guarigione.
Lucrezia La Gatta

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