Come la ricerca studia la cancellazione dei ricordi traumatici
Come la ricerca studia la cancellazione dei ricordi traumatici
Fonte: Wikimedia Commons
La memoria non è un archivio statico. Ogni volta che ricordiamo qualcosa, il cervello ricostruisce attivamente quel ricordo, e in quel processo la traccia originale può essere modificata. Questa caratteristica — la cosiddetta "reconsolidamento" della memoria — ha aperto la strada a ricerche che cercano di capire se sia possibile attenuare o modificare ricordi traumatici.
Come funziona la memoria
Quando si forma un ricordo, le informazioni vengono codificate da gruppi di neuroni che attivano connessioni specifiche. Per diventare stabile, un ricordo deve passare attraverso un processo di consolidamento che richiede la sintesi di nuove proteine e il rafforzamento delle sinapsi. Una volta consolidato, un ricordo non è però definitivo: ogni volta che viene richiamato, torna in uno stato instabile e deve essere ricon solidato per rimanere accessibile.
È durante questa finestra di instabilità che alcuni ricercatori hanno provato a intervenire sperimentalmente, in particolare utilizzando tecniche come l'optogenetica.
Optogenetica: studiare i neuroni con la luce
L'optogenetica è una tecnica che permette di controllare l'attività di specifici neuroni usando la luce. Inserendo geni di proteine sensibili alla luce (opsine) in determinati gruppi di neuroni, i ricercatori possono "accenderli" o "spegnerli" con precisione millisecondo. È una tecnica usata principalmente su modelli animali (topi, zebrafish) e non è al momento applicabile all'uomo.
Uno studio della University of California ha utilizzato l'optogenetica per osservare cosa accade nei topi quando si attiva il ricordo di uno stimolo spiacevole. I ricercatori hanno notato che, intervenendo sui neuroni coinvolti subito dopo il richiamo del ricordo, la risposta emotiva associata poteva essere ridotta.
Cosa si può dire con certezza
Gli studi di optogenetica hanno aiutato a comprendere meglio i meccanismi neurali alla base della memoria e delle emozioni associate, ma è importante chiarire che:
- la ricerca è condotta su animali, non sull'uomo
- le tecniche usate (optogenetica) non sono pronte per applicazioni cliniche
- non esiste un modo per "cancellare selettivamente" ricordi umani
- la modulazione dei ricordi traumatici rimane un ambito di ricerca, non una terapia disponibile
Possibili sviluppi per il disturbo post-traumatico
La comprensione dei meccanismi di ricon solidamento ha portato a studi clinici che esplorano approcci non invasivi, come l'uso di farmaci che bloccano la sintesi proteica al momento del richiamo del ricordo, o interventi psicologici che sfruttano la finestra di instabilità per ridurre la carica emotiva del trauma. Alcuni studi preliminari hanno mostrato risultati incoraggianti, ma le evidenze sono ancora limitate e non sufficienti per raccomandazioni terapeutiche standard.
Nella vita di tutti i giorni
I ricordi dolorosi fanno parte dell'esperienza umana. La ricerca sulla memoria sta aiutando a capire perché certi eventi restano impressi più di altri e come il cervello li elabora. Nel frattempo, per chi vive con un disturbo post-traumatico, le terapie psicologiche basate sull'esposizione e la ristrutturazione cognitiva rimangono gli interventi con più evidenze scientifiche. La ricerca di base, come quella sull'optogenetica, aiuta a gettare le basi per possibili sviluppi futuri.
Questo articolo ha solo scopo informativo e non sostituisce il parere del medico.
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