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giovedì 5 marzo 2015

Vaccini e infiammazione cerebrale

Vaccini e infiammazione cerebrale

"Per risparmiare sulla quantità globale di vaccino, le singole dosi vengono “tagliate” con degli adiuvanti (...)sostanze tossiche che possono avere effetti negativi, soprattutto sul sistema nervoso".
by dr Francesco Perugini Billi
Secondo le ultime indicazioni degli esperti, quest’anno [2015] dovremmo vaccinarci contro la “normale” influenza e contro l’influenza dovuta al virus pandemico H1N1, che però stando agli ultimi dati è più nomale del virus “normale” che ogni anno giunge sulle nostre lande.
 Chissà, magari è l’inizio di una escalation che ci porterà a tre, quattro, sei vaccini che ogni autunno ci consiglieranno di fare. 
Vedremo.
Il vaccino per l’influenza “normale” funziona molto poco, per essere ottimisti. 
Per quanto riguarda quello per l’influenza H1N1, non si sa nulla, anche perché il tempo per provarlo
non c’è stato. 
Comunque, sulla sua reale efficacia ci sono dei dubbi. 
 Ma, come si dice, “l’importante non è vincere, ma partecipare”.

Gli esperti del Governo americano, recentemente hanno ridimensionato l’allarme pandemia e rispetto alle catastrofiche previsioni di milioni di morti fatte solo qualche mese fa e parlano di 90.000 casi al massimo. 
Affermano che l’influenza suina è facile da beccare, ma è di gran lunga meno aggressiva di quella normale stagionale, che miete decisamente molte più vittime. 
Inoltre, affermano che negli ultimi cinque mesi il virus non è mutato e che pertanto l’andamento delle infezioni continuerà ad essere benigno. 
In Europa gli esperti prevedevano per l’inizio di autunno almeno un contagiato su tre, cioè il 30% della popolazione circa. 
Ma questo non è avvenuto (1).
Mi chiedo: se tra qualche mese il virus muta e diventa più aggressivo, il vaccino attualmente proposto sarà ancora valido, dato che è stato confezionato con il ceppo di qualche mese fa, 
cioè quello più mite ?

Forse molti non lo sanno ma per risparmiare sulla quantità globale di vaccino disponibile, le singole dosi vengono “tagliate” con degli adiuvanti, che amplificano la risposta immunitaria dell’organismo, anche se si usano dosi più piccole del necessario. 
Pare che questo espediente verrà usato soprattutto in Europa. 
Gli adiuvanti (gel minerali, alluminio, lisolecitina, polioli plutonici, polianioni, emulsioni oleose, ecc. ) non sono proprio degli zuccherini, ma sostanze tossiche che possono avere effetti negativi, soprattutto sul sistema nervoso. 
Secondo alcuni, sono di fatto la parte più pericolosa dei vaccini.
 In uno studio pubblicato su American Journal of Pathology (2), lo squalene, un adiuvante che pare sarà presente nel nuovo vaccino, ha provocato l’artrite reumatoide nei ratti da laboratorio, dopo una sola inoculazione. 
Lo squalene è anche responsabile della cosiddetta “Sindrome del Golfo”, una malattia neurologica autoimmune che ha colpito i veterani americani della guerra in Iraq, cui era stato iniettato un vaccino sperimentale contro l’antrace e che conteneva l’MF59, lo squalene brevetto Novartis (3).
L’MF-59 è stato utilizzato in diversi vaccini, incluso quello contro il tetano e la difterite, che sono spesso associati ad effetti collaterali.
Negli ultimi anni, sono stati pubblicati diversi studi scientifici su autorevoli testate che dimostrano l’assoluta innocuità dello squalene.
 Purtroppo, questi studi erano tutti promossi dalla Novartis, titolare dello squalene. 
Altri studi indipendenti, hanno invece mostrato che l’MF-59 è un potente attivatore immunitario e che induce processi autoimmunitari (4).


Secondo il Dr Russel Blaylock, un eminente neurochirurgo americano, con oltre 26 anni di pratica operatoria, le vaccinazioni, soprattutto quando sono ravvicinate, provocano un’attivazione cronica delle cellule microgliali del cervello.
 Questo si traduce nel rilascio di potenti citochine ed eccitotossine (glutammato e acido quinolonico), che alla fine danneggiano le strutture cerebrali.
 Il processo di infiammazione cosi attivato dura per parecchio tempo ed è stato associato ad una maggiore incidenza di malattie neurologiche, come la sclerosi multipla, l’Alzheimer, il Parkinson ed encefaliti vaccino-correlate.
 Anche le difficoltà cognitive e di apprendimento sempre più comuni tra i moderni e super vaccinati bambini sarebbero la conseguenza di una cronica e subdola irritazione cerebrale.
Le autorità sanitarie minimizzano sempre i rischi delle vaccinazioni e sono disposte a riconoscere eventuali effetti collaterali solo se si verificano immediatamente o dopo qualche giorno dall’inoculazione del vaccino. 
Purtroppo, i danni cerebrali che possono seguire a vaccinazioni ripetute sono subdoli e striscianti e si manifestano nel tempo, anche dopo anni.




Bibliografia
1) Influenza A, allarme in Europa: In autunno contagiato 1 su 3
2) The American Journal of Pathology, The Endogenous Adjuvant Squalene Can Induce a
Chronic T-Cell-Mediated Arthritis in Rats, 2000http://ajp.amjpathol.org/cgi/content/abstract/156/6/2057)
3) Autoimmune Technologies, Gulf War Syndrome:
ANTI-SQUALENE ANTIBODIES LINK GULF WAR SYNDROME
4)Vaccine May Be More Dangerous Than Swine Flu.
Tuesday, July 7, 2009, AMwww.newsmax.com/health/vaccine_swine_flu/2009/07/07/232717.html
5) Blaylock R. Vaccinations and Brain Injuries – Are you at risk ? The Balylock Wellness Report.
August 2009, Vol.6, No 8.
6) Blaylock R Your Healthcare Jeopardy – Protect yourself. September 2009, Vol. 6, No 9

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